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Incontri

Venirsi incontro, spesso non è incontrarsi, per incontrarsi serve che il venirsi incontro sia senza riserve, senza remore. Molto spesso ci si viene incontro e ci si ferma a un passo come se incontrarsi fosse troppo vicino allo scontrarsi.

Come sono belle le parole che basta una lettera e cambiano le distanze, invece a noi le distanze tocca percorrerle e troppo spesso sia fermi come alberi che crescono per arrivare chissà dove verso il cielo ma non si muovono mai.

Considerazioni confuse oggi, nate da incontri in divenire…

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Silenzi

Io che scrivo di silenzi, sono credibile come un vegano che parli della cottura di una costata.

Eppure lo so cosa sono, li incontro e ci ho a che fare mio malgrado, ma non me ne nutro ne li preparo per servirli ad altri. Per me il silenzio è da sempre il più letale dei veleni, uccide le relazioni abitandole di fantasmi terribili. Di germi e batteri che si insinuano e possono far ammalare il più sano dei sentimenti.

I silenzi di chi non vuole ferire con le parole, sono i più vigliacchi e spietati sono quelli che allontanano anche due corpi appoggiati l’uno sull’altro. Eppure c’è chi sostiene che il silenzio sia d’oro che protegga dal male.

Ma tutto ciò che ci protegge finisce per isolarci, e più ci si isola più si diventa incapaci di comunicare e più si perde questa possibilità più la solitudine ci aliena dal mondo, forse per questo ho così paura del silenzio perché il mio più grande terrore è la solitudine.

Non riesco a vedere senso in una vita che non posso condividere, anche a suon di Vaffanculo ma sopratutto a suon di “scusa sono una cogliona” ti ho ferito e mi sono ferita ma nessuna ferita uccide se la curi e le parole possono essere cura, perché bisogna saperle usare perché non uccidano ma non usarle significa rassegnarsi a un lento spegnimento.

 

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lontane vicinanze

Che il tempo sia relativo lo dicono tutti, sullo spazio la questione dovrebbe essere diversa, ma anche quello lo è…puoi misurare quanto una cosa sia lontana ma è come la percepisci tu che te la fa sentire distante.

Lui per esempio le era vicino e con lei condivideva anche spazi piccoli come un letto, e poteva sfiorarla mentre lei avvertiva il suo odore, le era di conforto, le parlava, la sosteneva, la baciava persino a volte…lei però assisteva a tutto questo da fuori come se quello che succedeva accadesse sul maxischermo di un cinema, perché lei non era veramente lì, lei era altrove.

Era altrove ma sulla sua pelle sentiva lo sguardo di chi era cosa lontano da non poterla vedere, il tocco di chi con le mani stava facendo tutt’altro, i suoi brividi arrivavano da dentro, portati da un pensiero che sapeva andare lontano senza muoversi da lì.

Lei sapeva che lo spazio è relativo che poteva sentire vicino chiunque portasse dentro, lo sapeva fino al momento esatto in cui la distanza si palesava e il contatto si perdeva nelle cose della vita e non arrivava quel segno microscopico a tener viva l’immaginazione.

Allora il panico, il nodo alla gola, la sensazione di sentirsi in nessun posto…

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SanValentino

Cara,  oggi è il 3 di febbraio, lo preciso perché non vorrei pensassi che ti scrivo una lettera solo perché non mi va di comprarti un regalo per San Valentino.

Penserai di certo “ecco che trova un trucchetto per liquidare la cosa senza troppo impegno” e in fondo lo farei perché dopo tanti anni la festa degli innamorati non è proprio la nostra. Dovrebbe esistere la festa di quelli con le rate del mutuo scaduto perché la sentissimo come una festa nostra per davvero.

Ho pensato a quando eravamo innamorati a quando ti aspettavi da me cuori e cioccolatini e io te li compravo solo perché sapevo che così ti sentivi amata e di norma il sesso diventava più intenso, poi ci siamo sposati e di cioccolato avevi un armadietto pieno e l’amore per farsi vedere aveva bisogno di un paio di scarpe nuove o di un bracciale luccicante. Costava un po’ di più ma il sesso di San Valentino è tra i migliori che possa ricordare e il lavoro andava a gonfie vele quindi potevo permettermelo.

Oggi potrei permettermi giusto un tubo di baci e credo me lo daresti in testa vedendolo come un modo facile per farti mettere quel completino che giace da mesi nel cassetto, l’ho visto lo scorso San Valentino se non sbaglio, ma in fondo non sono molto diverso da te, tu misuri il mio amore in base all’impegno che ci metto a sorprenderti e io in base all’impegno che ci metti nel concederti.

Sembra un sunto svilente dei nostri 20 San Valentino insieme ma ci trovo tutto l’amore che sappiamo darci e non è poco, perché in fondo non abbiamo mai smesso di “impegnarci” perché forse avresti potuto lasciarti sorprendere da altri e io da altre avrei potuto trarre piacere…ma torno a farti regali e ad aspettare te perché quello che ti piace lo so anche quando lo ignoro perché troppo preso da una vita che non è più quella che sognavamo ma che ci vede ancora sulla soglia di un altro San Valentino.

Un san Valentino in cui provo a sorprenderti a costo zero e che spero ti veda bella come ogni volta che ti sorprendi …. magari con il completino nel secondo cassetto, sotto il pigiama di flanella.

…..

 

Caro, troverai questa lettera sotto la tazza del caffè la mattina di San Valentino, io sarò al lavoro ma ci tengo che non ti dimentichi di farmi un pensiero, anche se so che non ci sono soldi per grandi regali (a proposito il direttore dalla banca ti aspetta oggi alle 17.00)

Vorrei un motivo per fare l’amore con te, vorrei un motivo per ricordarmi come mai sono ancora qui e non sono scappata con quel collega tre anni fa, forse non è carino dirtelo a San Valentino ma sono stanca di essere quella che c’è senza sforzo, mi impegno a essere al tuo fianco ogni mattina e ogni sera quando ci addormentiamo senza il bacio della buona notte.

Tranquillo non ti ho tradito, ho solo giocato a lasciarmi sedurre ed è stato bello sentirmi dire ogni giorno quanto fossi bella e ricevere da lui un completino intimo che non ha mai visto su di me ma che ho usato per tutti gli ultimi san Valentino per ricordarmi che sono una donna che sa fare innamorare.

Forse è spietato raccontarti questo nel giorno degli innamorati, forse avrei dovuto tenerlo per me ancora ma in fondo resti l’unico uomo che mi interessi fare innamorare e credo che questa mia lettera di sorprenderà e mi renderà nuova ai tuoi occhi…perchè la vecchia me a quanto pare non ti sorprende più.

La sorpresa di sapere che tua moglie è desiderabile forse ti ricorderà che la desideri e di certo anche il completino nuovo che ho comprato a prezzo stracciato aiuterà.

Ci vediamo stasera…porta i cioccolatini.

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17-11-2015 

Che al di là del significato simbolico, dell’immagine scelta, dei dettagli che raccontano di me e di quello che non voglio dimenticare, aver trovato l’ardire di tatuarmi una coscia sull’uscio dei 40 anni vuol dire prima di tutto che mi sono fatta un regalo, che non è mai troppo tardi per capire che anche un corpo imperfetto può permettersi di essere tela, proprio come può permettersi di godere. 

Sembrerà stupido ma per me è un passo fatto incontro a me stessa, il dolore dell’ago me lo sono goduto ed era una cosa tra quelle che dicevo “non fa per me” pur desiderandola da tempo.

Non credo che d’ora in poi farò tutto quello che mi va, ma sapere di potermelo permettere al di là del mio corpo da a tutto un nuovo colore.

La prima volta che mi tatuai lo feci su un piede perché avevo capito che ero pronta a cose “per sempre” ma era piccolo e in un posto accettabile, era un compromesso, di quelli con cui ho incartato la mia vita ogni giorno.

Ora ho una cosa da volgare donna che vuole sfacciatamente mostrarsi, perché voglio ricordarmi che guardarmi è un piacere anche se non sono una taglia 40 e che gli occhi addosso mi piacciono perché anche nuda quel senso di inadeguatezza non lo voglio sentire più.

Sento dire ancora che è pacchiano, fuori luogo, da mignotta, ma ogni critica anziché minare la mia scelta me la conferma e mi carezzo la coscia che pizzica e mi ricorda chi sono.

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Due (racconto)

Due 
Erano una cosa strana loro, non erano una coppia, non avevano mai nemmeno condiviso un pasto, eppure erano legati da tempo.
Legati da lontano, legati al di là della vita stessa, che la vita in fondo faceva abbastanza schifo a entrambi.
Ma entrambi amavano quel sentirsi vivi insieme stando fuori dalla vita, troverò il tempo di spiegarvi questa storia appena l’avrò capita.
Appena Lei l’avrà capita e me la racconterà perché per Lui già è tanto riuscire a godersela e se comincia a chiedersi cos’è smette di piacergli e a Lui piacciono così poche cose.
Però sono belli dovreste vederli insieme, quando sono insieme nei pochi momenti in cui possono lasciare le loro vite in sospeso, stanno nudi a non fare nulla.
Tutte le ore che hanno a disposizione passano senza nessun ruolo da interpretare, senza formalità da sbrigare, ognuno fa quello che gli fa piacere ed è sconvolgete come i loro piaceri riescano ad essere sintonizzati senza sforzo senza finzione.
Poi sono brutti in realtà e anche piuttosto banali, se li vedeste fare la spesa sarebbero come mille altri, ma loro la spesa non la devono fare, perché senza vita puoi essere vivo ma non senti la fame, non quella che nutri con il cibo.
In pratica sono vivi ma potrebbe tranquillamente essere morti, anzi forse starebbero morti volentieri, forse da morti non avrebbero nemmeno bisogno di baciarsi.

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Studiando con Marta

Secondo il libro di scienze di figlia se GalieloGalilei non fosse mai nato noi penseremmo ancora che è il sole che gira intorno alla terra…anche loro non hanno fiducia in questa umanità.

Secondo me come c’é arrivato lui, che era un uomo dotato ma comunque un uomo, ci sarebbe arrivato qualcuno prima di lasciar passare tutto sto tempo