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Silenzi

Io che scrivo di silenzi, sono credibile come un vegano che parli della cottura di una costata.

Eppure lo so cosa sono, li incontro e ci ho a che fare mio malgrado, ma non me ne nutro ne li preparo per servirli ad altri. Per me il silenzio è da sempre il più letale dei veleni, uccide le relazioni abitandole di fantasmi terribili. Di germi e batteri che si insinuano e possono far ammalare il più sano dei sentimenti.

I silenzi di chi non vuole ferire con le parole, sono i più vigliacchi e spietati sono quelli che allontanano anche due corpi appoggiati l’uno sull’altro. Eppure c’è chi sostiene che il silenzio sia d’oro che protegga dal male.

Ma tutto ciò che ci protegge finisce per isolarci, e più ci si isola più si diventa incapaci di comunicare e più si perde questa possibilità più la solitudine ci aliena dal mondo, forse per questo ho così paura del silenzio perché il mio più grande terrore è la solitudine.

Non riesco a vedere senso in una vita che non posso condividere, anche a suon di Vaffanculo ma sopratutto a suon di “scusa sono una cogliona” ti ho ferito e mi sono ferita ma nessuna ferita uccide se la curi e le parole possono essere cura, perché bisogna saperle usare perché non uccidano ma non usarle significa rassegnarsi a un lento spegnimento.

 

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