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lontane vicinanze

Che il tempo sia relativo lo dicono tutti, sullo spazio la questione dovrebbe essere diversa, ma anche quello lo è…puoi misurare quanto una cosa sia lontana ma è come la percepisci tu che te la fa sentire distante.

Lui per esempio le era vicino e con lei condivideva anche spazi piccoli come un letto, e poteva sfiorarla mentre lei avvertiva il suo odore, le era di conforto, le parlava, la sosteneva, la baciava persino a volte…lei però assisteva a tutto questo da fuori come se quello che succedeva accadesse sul maxischermo di un cinema, perché lei non era veramente lì, lei era altrove.

Era altrove ma sulla sua pelle sentiva lo sguardo di chi era cosa lontano da non poterla vedere, il tocco di chi con le mani stava facendo tutt’altro, i suoi brividi arrivavano da dentro, portati da un pensiero che sapeva andare lontano senza muoversi da lì.

Lei sapeva che lo spazio è relativo che poteva sentire vicino chiunque portasse dentro, lo sapeva fino al momento esatto in cui la distanza si palesava e il contatto si perdeva nelle cose della vita e non arrivava quel segno microscopico a tener viva l’immaginazione.

Allora il panico, il nodo alla gola, la sensazione di sentirsi in nessun posto…