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LETTERA D’ADDIO

Cara,

non dico il tuo nome perchè ne ho abusato già troppo spesso.

Mi piaceva sentire crescere la tua attenzione quando chiamandoti ti davo l’impressione di essere importante per me.

Essere il centro della tua attenzione mi ha dato i brividi, travolgendomi in scelte che ho fatto senza pensare, mi piaceva il tuo trasporto e ho voluto provare come ci si sente a credere alle emozioni altrui.

Le tue emozioni erano tutte così esposte, come dolci in una vetrina, non potevo non esserne tentato, mi ci sono avventato come un diabetico da troppo tempo in astinenza.

É stato bello risentire il dolce dopo tanto tempo, imbrattarmici le mani e la barba, giocare con te, è stato vero ma resto un diabetico.

Il dolce è rapidamente tornato ad essere stucchevole sotto il mio palato e si sa che la nausea viene presto se non ci si limita.

Tu sei stata e sei per definizione illimitata, non hai saputo dosarti, nonostante più volte abbia provato a farti capire, a volte mi prende ancora la voglia di quella dolcezza, ma non posso scordare che poi mi toccherebbe pagarla con la nausea e avere la nausea non piace a nessuno.

Era emozione, tu ha creduto fosse sentimento, abbiamo sempre fatto casino con le parole, tu non sai usarle e non ti spieghi mai, ma non sono state solo le parole il problema fra noi, il problema fra noi è che non esisteva un noi.

Mi spiace tu l’abbia vissuto e ci abbia fatto un film nella tua mente, un film brutto peraltro, senza capo ne coda.

Ti faccio un regalo, te lo faccio io il finale così fai partire i titoli di coda e ripulisci la sala per la prossima proiezione.

Nella scena finale lui se ne va, senza tormenti, senza salutare, semplicemente come si fa quando finisci un pasto al ristorante, a volte si ricorderà di aver mangiato bene, altre di aver bevuto troppo, ma non dimenticherà il troppo zelo del cameriere che a volte gli ha rovinato il pasto.

Forse ripasserà o forse no, in fondo era un ristorante fuori mano e per le gite fuori porta meglio scegliere mete nuove visto che ce n’è raramente l’occasione.

Spero questo ti basti a capire che puoi ritenere esaurito questo capitolo, ti auguro nuovi film magari con una colonna sonora migliore e un attore protagonista più telegenico.

Ma non dimenticare che fuori dal cinema hai una vita vera e che sarebbe meglio la vivessi invece di recitarla, e ricorda che la parte della donna innamorata non ti viene granché è un po’ troppo sopra le righe risulta a tratti una caricatura.

E stato un piacere ma anche una grande fatica…sono stanco.

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Voglia di scrivere

Bisogno di dire di mettere una lettera dopo l’altra solo perché qualcuno la possa leggerle.
Nessun concetto preciso da esplicare, nessuna storia vissuta o immaginata da raccontare.
E allora perché digitare tasti?
Solo per riempire uno spazio bianco, riempire come quando svuoti il frigo…esprimere per non reprimere qualcosa che sembrava nulla è un carattere alla volta diventa qualcosa.
Qualcosa che dentro non ci stava e fuori si disperde come vapore senza lasciare traccia…