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Apple e Facebook forse davvero stanno dando un’opportunità alle donne, quella di fermarsi a riflettere.

Appurato che Apple e Facebook se non sono usciti con la trovata del pagare il congelamento ovuli per le proprie dipendenti, lo hanno fatto prevalentemente per far parlare di sé, la cosa porta a riflettere ancora sulla condizione di noi donne dilaniate tra carriera e maternità.

Perché non sono come la Lucarelli che esalta noi donne capaci di fare tutto e non ho la convinzione che sospendere il lavoro per dedicarsi ai figli sia necessariamente la scelta migliore. E poi non parliamo di lavoro ma di carriera e le cose sono profondamente diverse, l’ambizione in una donna viene spesso criticata, ma la mancanza di essa suscita lo stesso disapprovazione.

Noi donne siamo e saremo, finchè non si troverà un modo di far partorir gli uomini, privilegiate e svantaggiate dal principio stesso della maternità.

Posso offrirci mille occasioni per continuare ad andare a lavorare, ma come ci sentiamo noi: quando nostro figlio ha bisogno di noi, proprio lo stesso giorno in cui abbiamo un incontro fondamentale in ufficio, lo sappiamo solo noi!

Raccontiamoci che siamo bioniche, che possiamo fare tutto e bene, ignoriamo le nervosi che vediamo nelle nostre amiche e in tutte le altre donne che magari critichiamo solo perché colpevoli di un coraggio che non abbiamo avuto noi, che tanto la sera a letto con la testa sul cuscino e la casa finalmente in standby la verità la sentiamo in tutta quella stanchezza che non possiamo ignorare.

L’emancipazione sta nell’avere l’opportunità di scegliere ma noi non sappiamo prenderci la possibilità di rinunciare MAI e io mi chiedo perché…..

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